Inserito da: Vincenzo | Maggio 30, 2009

Sastre domina il Vulcano: da solo sul Vesuvio

Lo spagnolo vulcaniano spegne i suoi scatti bollenti

Lo spagnolo vulcaniano spegne i suoi scatti bollenti

LO SPAGNOLO VULCANIANO: Carlos Sastre ha classe. Non si potrebbe vincere un tour de France senza averne. Ma le azioni che compie sono degne dei migliori ciclisti. Sta lì, tranquillo nella pancia del gruppo. Non si scompone mai. Ha un passato da gregario che lo aiuta a correre con umiltà. Ma se la corsa è dura, le sue vergate in salita staccano tutti. Ed è bello anche quando si stacca e va in crisi come sul Blockhaus. Sintomo dell’umanità non chimica del ciclista. Sul Vesuvio, in un contesto naturale spettacolare, ci ha regalato uno show.

A 10 km dall’arrivo, alle pendici del Vesuvio, i grandi erano ancora tutti insieme in un gruppo tirato da LPR (per Di Luca) e Liquigas (per Basso e Pellizotti). Basso scatta. Lo lasciano andare. Si vedono tentativi di Garzelli, Simoni, Serpa, Arroyo. Quello buono è di Sastre che va e raggiunge Ivan. E pensare che qualche anno fa, al Tour, Sastre era il gregario ed ultimo uomo di Ivan. Che lezioni di vita può dare il ciclismo. Stanno insieme per un pò, poi lo spagnolo, in prossimità di un tornante, piazza l’ennesimo scatto e se ne va, da solo ad un minuto da tutti,  volando verso il sacro fuoco vulcanico della vittoria . Dietro, il solito Menchov, francobollato come un raro Gronchi Rosa a Di Luca, non molla. Tuttavia è Franco Pellizotti ad entusiasmare il pubblico. Prova uno, due, cinque scatti. Al quinto lo lasciano andare. Il Delfino di Bibione è terzo in classifica, non troppo lontano dalla Rosa, ma nemmeno troppo vicino, però può contare sul contributo di Basso. Ivan infatti si ferma e lo aspetta a pochi chilometri dall’arrivo e mette tutta la gamba rimastagli per cercare di far guadagnare secondi al suo compagno di squadra.

Sastre e la sua doppietta

Sastre e la sua doppietta

L’ARRIVO: All’arrivo anche Sastre, vincente, è stremato, ma contento. Ha ridotto il suo vantaggio su Pellizotti a 21″: il delfino gli ha rosicchiato 30″ negli ultimi 3 km. Di Luca e Menchov arrivano insieme a 30″ dallo spagnolo, ma l’abbruzzese riesce a guadagnare 8″ grazie agli abbuoni. Poco dopo, arriva un generosissimo Basso. Quindi arrivano tutti i capitani che sono saliti con il loro passo a distanza di pochi secondi l’uno dall’altro: Leipheimer, Serpa, Garzelli, Arroyo, Bruseghin e Simoni. Ancora una volta staccato Cunego. Bellissima la sfida tra Seeldrayers e Masciarelli per la maglia bianca del miglior giovane. Due bellissime sorprese.

La rosa e la viola sempre insieme

La rosa e la viola sempre insieme

IN ROSA: Il russo della Rabobank, Denis Menchov, rimane in rosa con un vantaggio di soli 18″ sull’abbruzzese Di Luca, ma con una tappa e mezza, delle ultime due rimaste, a suo favore. Terzo Pelizzotti che in queste ultime tappe ha guadagnato tantissimo ed ora dista soltanto 1′39″ dalla storia del Giro. Difficile che queste posizioni vengano modificate, ma il ciclismo ci ha abituato a sconvolgimenti repentini nell’arco di pochi chilometri. Addio alle speranze di vittoria da parte di Ivan Basso, come da lui stesso dichiarato, quarto a tre minuti e mezzo dal ciclista russo, e due tappe che gli remano contro, arriverà nei primi 5, combattendo con Sastre sul filo dei secondi per il quarto posto.

Il capitano aiuta il suo gregario:Basso e Pellizotti

Il capitano aiuta il suo gregario:Basso e Pellizotti

VALUTAZIONI: Di Luca ci ha provato in ogni modo: scatto su scatto, curva dopo curva, allunghi, progressioni, corsa dura, tattiche. Indomabile. Menchov, un’ombra, non ha mai perso la ruota del killer abbruzzese e non ha nemmeno mai dato segni di stanchezza. La crono è dalla sua parte. Il Giro lo può perdere solo lui. Tattico. Pellizotti spettacolare. Cinque scatti in faccia a Di Luca e Menchov, di cui, due fatti immediatamente dopo la fine di due di Di Luca, in un momento in cui chiunque avrebbe cercato di rifiatare. Uomo dalla terza settimana. Basso umile e generoso. Prova a vincere, piazza l’allungo buono, ma si accorge di non poter ambire alla tappa, si carica in spalle il suo ego, ed aiuta il suo amico. Bravo. Sastre immenso. E’ salito su per il Vesuvio come se stesse facendo una sgambatina, con rapporti agilissimi ai 25-26km/h rallentando solo in prossimità del traguardo. Un alieno.


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